10 curiosità sulla società delle api

10 curiosità sulla società delle api

Regina, fuchi ed api operaie: ognuno ha il suo compito all’interno dell’alveare. La loro esistenza è finalizzata alla sopravvivenza della comunità. L’evoluzione le ha dotate di un livello di efficienza che poche altre società di insetti hanno raggiunto. Di fatto, ogni colonia-famiglia è un superorganismo

Ecco 10 curiosità sulla società delle api

  1. In un’arnia vivono 50-80.000 api in primavera e circa 10-20.000 in inverno. Si tratta di un’ape regina e poche migliaia di fuchi, il resto sono api operaie. L’ape regina è la grande madre che genera tutte le altre: è l’unica che può fecondare e deporre le uova. Vive dai 4 ai 5 anni, mentre la vita media delle altre api è di 30 giorni
  2. L’ape regina si accoppia una sola volta nella vita, dopo circa sette/otto giorni dalla sua nascita, durante il volo di fecondazione “nuziale” che dura 3 giorni circa. Dopo non uscirà più dalla arnia. In primavera arriverà a deporre fino a circa 2.500 uova al giorno, nelle celle precedentemente preparate dalle api operaie
  3. L’ape regina ha il pungiglione, ma, a differenza delle api operaie, non punge mai l’uomo: lo utilizza esclusivamente per uccidere le altre regine
  4. I fuchi hanno il compito di fecondare l’ape regina e muoiono subito dopo l’accoppiamento. I fuchi che non si sono accoppiati vengono uccisi dalle api operaie in autunno, quando i voli nuziali si sospendono, in quanto non lavorano e rappresentano solo un consumo di scorte alimentari
  5. L’ape operaia ha una vita variabile: quelle nate in primavera vivono in media 49 giorni di intenso lavoro, quelle nate in autunno – quando l’attività si riduce – arrivano alla primavera
  6. Nella prima fase della vita, l’ape operaia si occupa di pulire le celle, riscaldare le covate, espellere i cadaveri delle api vecchie, immagazzinare polline e miele, nutrire la regina, le larve e i fuchi. Dal ventunesimo giorno, va all’esterno e vola sui fiori alla ricerca di nettare, polline, acqua e propoli
  7. Quando trova una buona fonte di cibo (fioritura), attiva la ghiandola odoripara: il profumo emanato attira così le sorelle vicine. Le api che trovano un’abbondante sorgente di nettare, polline o acqua comunicano a loro volta la notizia alle compagne, compiendo una serie di “danze” che indicano la posizione
  8. L’ape bottinatrice (ape operaia adulta) trasporta nell’alveare in media 40 mg di nettare, ma può sopportare carichi fino a 70 mg, equivalenti all’85% del suo peso corporeo. Una volta trasferito nell’arnia, il nettare raccolto viene rigurgitato e trasformato in miele
  9. Il polline viene utilizzato come cibo per la covata nuova: a differenza dell’ape regina, nutrita per tutta la vita con pappa reale, le api operaie e i fuchi si cibano infatti con pappa reale solo per i primi 3 giorni, mentre per i successivi assumono miele e polline, somministrato dalle api di casa
  10. La propoli, composta da cere, resine, olio essenziale, polline e altre sostanze, viene usata dalle api come cemento per sigillare l’arnia e proteggerla così dal freddo e dal caldo, ma è anche impiegata soprattutto per tenere l’arnia disinfettata